Emanuele De Amicis

Product Manager Voverc

 

 

Gabriele Proni

CTO Voverc

1) Come vi è venuta l’idea di fondare Voverc?

Prima di Voverc avevamo insieme una piccola società di consulenza. Tra i vari servizi offerti c’era l’installazione e configurazione di centralini telefonici.
Tra le tante ne capitò una per un cliente che aveva un ufficio a Lugano, uno a Roma e uno a Dubai, che grazie al centralino unificato e multi sede ottimizzò la comunicazione telefonica interna ed esterna, risparmiando tantissimo tempo e tantissimi soldi.
A lavoro concluso ci siamo resi conto che c’era nel mercato la possibilità di “democratizzare” il centralino telefonico che un tempo era visto dalle piccole e medie imprese come uno strumento fondamentale ma costoso e difficile da gestire. Da quì l’idea di proporre un prodotto senza costi di installazione ed erogato in meno di un minuto, facile nel mantenimento e nella configurazione.

2) Durante il vostro percorso universitario, quali sono le skill  più preziose che sentite di aver acquisito e come credi che vi abbiano aiutato nel tuo lavoro?

Googlare. Sembra banale, ma la capacità di trovare soluzioni e calarle nel proprio contesto in modo efficace aiuta moltissimo a fare la differenza.

3) Da ingegneri informatici, quali sono le maggiori difficoltà che uno sviluppatore di software può incontrare nel corso della creazione di una startup?

Le difficoltà tecniche si risolvono sempre, la cosa più importante è rimanere sempre coerenti con la direzione che il tuo business vuole o deve prendere, tralasciando quindi inutili complicazioni e mantenendo sempre il focus sulla user experience anzichè sulla “bellezza” dell’architettura e del codice della tua soluzione.

4) Raccontateci un problema che Voverc ha affrontato e che ora vi fa sorridere

Agli inizi avevamo necessità di validare la nostra idea, siamo stati invitati ad una grossa fiera come visitatori ed avevamo necessità di trovare beta tester per validare il nostro MVP. Siamo riusciti a trovare un tavolo con delle sedie ed abbiamo portato dei biglietti da visita e qualche volantino. Ci siamo quindi “mimetizzati” tra gli espositori trovando 50 beta tester alcuni di questi ancora oggi nostri clienti.

5) Che consiglio dareste a uno studente che vuole avviare una startup ?

Creare un team più eterogeneo possibile stabilendo rapporti chiari e trasparenti. Il team vi farà fare la differenza nei momenti migliori, che arriveranno solo superando insieme i momenti peggiori.